il Montefeltro
Urbino
Intorno al Palazzo Ducale, cuore di Urbino, la città continua in una perfetta unione di moderno e antico: qui nel centro c’è la vera anima della gente, i luoghi d’incontro, le cantine, i ritrovi alla moda.
I locali dell’entroterra urbinate sono il centro di scambio di nuove tendenze e divertimenti dei giovani universitari: il Morgana e La Taverna degli Artisti sono solo alcuni dei punti di riferimento per le serate degli studenti italiani e stranieri che popolano Urbino.
Le richieste culturali sono soddisfatte anche dalle interessanti rappresentazioni in scaletta al Teatro Sanzio, una elegante bomboniera inaugurata nel 1853, risultato dello splendido lavoro architettonico di GianBattista Meduna e Vincenzo Ghinelli.
Oggi la città di Urbino conserva gelosamente le sue antiche strutture, ma al di fuori delle mura storiche sono nati molti quartieri nuovi.
L'Università degli Studi è diventata negli ultimi quarant'anni una importante realtà italiana rilanciando Urbino come un luogo di cultura e di incontri per studiosi e letterati di tutto il mondo.
Scendendo dal centro alla parte bassa della città s'incontra il Borgo Mercatale. Immerso nelle campagna, offre uno scenario dalle linee eleganti che conferisce ad Urbino un’aria particolarmente affascinante.
Dal Mercatale lungo le colline si possono raggiungere le decine di agriturismi, ideali punti d’arrivo e di partenza nei lunghi itinerari turistici. Le Fontane in via Pallino è sicuramente uno degli angoli più accoglienti nel verde urbinate: oltre ad un incredibile territorio circostante e ad una cucina tipica marchigiana quest'elegante complesso è il luogo ideale per qualche giorno di vacanza.
Tra i ristoranti cittadini se ne segnala uno molto particolare: L’angolo Divino, in via Sant’Andrea 14: si tratta di una osteria un po’ sofisticata con un menù eccezionale. Le specialità sono le paste “nel sacco” (sorta di gustosissimo incrocio tra minestra, pasta e fonduta), la mitica crescia all’urbinate e la casciotta, di cui anche il Maestro Michelangelo Buonarroti era ghiotto estimatore.